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Elisabetta, grande Regina e grande Donna

21 Aprile 2021 , Scritto da enrica bonaccorti

Elisabetta, grande Regina e grande Donna

Oggi Elisabetta compie 95 anni. Credo sia il compleanno più triste della sua vita, a pochi giorni dalla perdita di suo marito e spero non accada quello che abbiamo visto più volte: in una coppia molto anziana che ha vissuto tutta la vita insieme, chi resta a volte segue a breve chi se ne va. Non la Regina, la più forte di tutte le vedove, che ha un traguardo da raggiungere: fra pochi mesi, a febbraio 2022,  arriverà a 70 anni di Regno, il più longevo di ogni tempo, che Elisabetta ha governato e difeso sempre insieme a suo marito Filippo. Ora è sola, più curva, ma non più debole. Ha già dato un magnifico segnale della sua forza: la foto ufficiale che Buckingham ha diffuso per il suo anniversario, ovviamente col suo beneplacito, la mostra sorridente, addirittura radiosa, colori accesi e occhi ridenti, quanto di più lontano dai suoi sentimenti di queste ore, ben più cupi. Ma il suo sorriso colorato è un’ennesima prova di quanto tenga alla sua Nazione e ai suoi sudditi, che con quell’immagine gioiosa vuole sollevare da un’ulteriore tristezza in un periodo già così triste. Nessun colpo di cannone, nessun festeggiamento, né ufficiale né privato, un piccolo pranzo con pochi familiari, poche visite pianificate a rotazione, e l’assenza di suo figlio Charles e dei suoi nipoti William e Harry, già volato via oltreoceano, a Los Angeles. Pandemia e lutto hanno dato alibi a certe mancate riunioni, ma è inevitabile che a breve sarà necessario mettere a lato le questioni personali per ridisegnare i ruoli dei componenti la famiglia reale e definire i passaggi della successione. Elisabetta ha 95 anni, il prossimo 6 febbraio avrà sulle spalle 70 anni di Regno, alla sua scomparsa o alla sua decisione di lasciare il trono, il protocollo dinastico prevede l’investitura del primogenito Charles, che diverrà Re, un Re senza Regina. A Camilla spetterà infatti solo il titolo di Principessa consorte, e questo l’ha voluto proprio lei, contrastando le intenzioni di suo marito. Dunque è certo che il principe Charles diventerà King Charles, ma mi chiedo per quanto tempo? La sua designazione potrebbe essere l’imprescindibile snodo per dare molto presto spazio, onore e soprattutto oneri a suo figlio William, pronto al ruolo e già fornito di Regina, la commoner più all’altezza di diventare un’altezza reale che ci sia.

Perciò Elisabetta resisti! Alla tristezza, alle provocazioni, agli intrighi.. hai un lunghissimo allenamento, ancora un piccolo sforzo e lascerai al tuo Regno la tua forza e la tua saggezza, accolta dal sorriso sornione di Filippo che ti abbraccerà con una battuta delle sue: “Mi fai sempre aspettare Lilibet..”

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Bastian contraria... 😘

23 Marzo 2021 , Scritto da enrica bonaccorti

‘Mi sedetti dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati’ (cit. Brecht )

Questa frase mi è venuta in mente pensando alla crociata di questi giorni contro i cosiddetti Vip che postano foto da luoghi esotici in questo periodo di clausura. Si tratta nella quasi totalità di ‘influencer’ che si giustificano adducendo per quei viaggi ragioni di lavoro. Qui alzo le mani, perchè non ho competenza per valutarne la veridicità o la necessità, ma neppure per non credere alle loro motivazioni. Ma il punto non è questo. L’accusa si basa sul mostrarsi liberi all’aria aperta in luoghi lontani e meravigliosi in un periodo in cui siamo tutti chiusi in casa. Chiusi ma con le dovute modulazioni delle regole, le stesse che permettono a me di arrivare agli studi televisivi per il mio lavoro, ad altri di raggiungere altri luoghi con motivazioni plausibili, e a questi ‘Vip’ di arrivare alle Maldive e postare foto come salamandre al sole. Non li applaudo, ma non me ne sento minimamente offesa, e se è dimostrato che questo rientra nel loro ‘lavoro’, cosa rimane? Una condanna morale? Un giudizio estetico? Una critica al cattivo gusto? Tutte posizioni comprensibili, ma a me pare che schierarsi dalla parte degli indignati con i toni esasperati che sento, significhi soprattutto dimostrare, e addirittura sdoganare, uno degli aspetti meno nobili e più frenanti del nostro Paese: l’INVIDIA.

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18 Marzo 2021 , Scritto da enrica bonaccorti

Gli errori non cessano di essere errori perché diventano di moda. (Chesterton)

Gli errori non cessano di essere errori perché diventano di moda. (Chesterton)

Dal primo momento ho pensato che, di tutte le sciocchezze che Harry ci aveva già mostrato di essere in grado di fare, quella di sposare Megan Markle fosse la più grave. Ma fin dall’inizio della Telenovela ho sentito soprattutto mielosi commenti e commossi paragoni con la principessa Diana, mentre io vedevo solo un’ipocrita arrampicatrice che affondava il suo tacco 12 nel ventre molle di una insperata magnifica preda. Indimenticata rubacuori fin dai tempi del liceo, sull’album aveva già attaccato figurine preziose: un paio di attori, un rapper, un campione di basket, un magnate argentino, un rampollo miliardario, come tutti gli altri del resto, fino al potente produttore che sposa a piedi nudi su una spiaggia Jamaicana, nelle bomboniere per gli invitati un profumato prodotto locale. Un paio d’anni e divorzia, libera così di fidanzarsi con uno chef Italo-canadese famosa star televisiva, con cui stava per andare a convivere. Sì, la duchessa di Sussex stava per diventare la signora Vittiello! Mentre organizzava il trasloco non immaginava certo che un incontro imprevedibile avrebbe fatto traslocare tutta la sua vita su un altro pianeta... La sua scarpina di cristallo ballò ancora per poco fra i polli arrosto poi si concentrò sui passi giusti per arrivare al casquet finale fra le braccia del principe. O forse ci è cascato lui fra le sue braccia? Lieve ironia, se fossi la Litizzetto mi potrei permettere di dire “Dal pollo arrosto al pollo”... Sicuramente ci sono tante donne dal cuore tenero che credono al cuore puro di Megan, ma credo che siano destinate a diminuire perché è sempre più evidente che, dal matrimonio in poi, la ragazza ha seguito un percorso ben preciso per farle conquistare l’unico Regno che le interessi: Los Angeles, California, America. Questo vedevo e prevedevo fin dalle prime mosse, e questo è accaduto. Mi è capitato di essere chiamata a dare la mia opinione, e confesso che mi sono sentita ‘la cattiva della compagnia’ nel dire come la pensavo e quel che presagivo, circondata da colleghi, e soprattutto colleghe, che invece esaltavano la storia d’amore rintuzzando ogni dubbio e condannando i miei. Una sola voce è sempre stata concorde con la mia, ma la più attendibile, informata e competente, quella di Antonio Caprarica. Anche nel prevedere il finale: divorzio. Megan coperta d’oro regina in esilio in America, Harry con la corona fra le gambe dall’altra parte del mondo, e forse in giro per il mondo recuperando un ruolo o perlomeno la sua individualità. Lei ha già fatto goal, il suo trono glamour non glielo può più togliere nessuno, sappiamo quanto gli States si inchinino incantati alla nobiltà europea. L’archetipo di Cenerentola si fonde con Pretty Woman, due favole irresistibili che intersecandosi si esaltano, in cui si infiltrano altri temi forzati ma di sicura presa mediatica: vittimismo, femminismo, razzismo. Tre cavalli vincenti che Megan cavalca alla grande (chissà che direbbe la Littizzetto) e che oltre ogni evidenza, le faranno vincere tanti altri premi e convincere tanti altri scemi, direbbe sempre la Littizetto...

 

 

 

 

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Platone - Un ragazzo è, di tutte le bestie selvagge, la più difficile da trattare.” Platone

15 Marzo 2021 , Scritto da enrica bonaccorti

Platone - Un ragazzo è, di tutte le bestie selvagge, la più difficile da trattare.”                                                                                                        Platone

Mi è molto dispiaciuto che il primo dei propositi di cambiamento enunciato da Enrico #Letta nell’incontro con #Fazio, sia stato l’abbassamento dell’età a 16 anni per poter votare. Forse perché basterebbe saper fare una croce? ‘Dobbiamo pensare ai giovani’ Certo! Ma diamogli istruzione, piuttosto, non diamo potere all’ignoranza. Se a 16 anni è legittimo ignorare ancora tanto ed essere invasi dagli ormoni, non mi pare invece legittimo nè opportuno da parte delle istituzioni ignorarlo. E comunque, non mi sembra una priorità in questo momento. Non capisco. Peccato.

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Un brevetto d’umanità

12 Marzo 2021 , Scritto da enrica bonaccorti

Non ho le competenze necessarie per dare opinioni sui vaccini nè sulla loro organizzazione, ma un commento in generale ce l’ho sulla punta della lingua e fin dall’inizio: trovo immorale che si tratti un presidio medico indispensabile alla sopravvivenza del genere umano, come un qualsiasi altro prodotto su cui si può contrattare, mettere all’asta, distribuire in modo privilegiato ai migliori offerenti. Oggi leggo questi titoli: “Sospendere i brevetti sui vaccini per garantirli a tutti” “Stop ai brevetti per sbloccare la produzione” ma chi è contrario obietta che questo potrebbe penalizzare gli investimenti nella ricerca delle aziende farmaceutiche. Come dire: a Big Pharma non conviene investire denaro per trovare i farmaci più potenti contro il virus se non può disporne come vuole e guadagnarci quanto vuole. E se altri cominciano a produrli in autonomia, questo non sarà più possibile. So di essere molto utopica e per niente pratica, ma almeno la salute, la salvezza dell’umanità non si dovrebbe vendere un tanto al chilo o a chi offre di più. Il vaccino contro la poliomielite salvò milioni di vite ed evitò che milioni di bambini rimanessero paralizzati o zoppi, e vorrei ricordare che il suo creatore, il prof Sabin, non volle brevettarlo, e rinunciò ad arricchirsi proprio per mantenere un prezzo che consentisse la sua più vasta diffusione. Disse solo “Lo dono ai bambini del mondo”. Erano gli anni ‘50.

 

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Genitori e Figli... solo Amore senza Numeri

14 Gennaio 2021 , Scritto da enrica bonaccorti

Genitore 1 e Genitore 2 non mi piace proprio! Capisco però che in una coppia omogenitoriale essere individuati come padre se sei femmina o madre se sei maschio, provochi il disagio e le proteste che hanno portato ai numeri 1 e 2. Fra l’altro mi chiedo: chi decide a chi attribuire l’uno e l’altro? Vale di più 1 perché arriva prima, o vale di più il 2 che è il doppio di uno? Insomma, gran confusione e si scontenta tutti! Proporrei una soluzione semplice semplice: le desinenze. Si potrebbero classificare come genitore e genitora, brutto ma sempre meglio dei numeri a mio parere, e con tutti i neologismi che hanno invaso la nostra lingua, questo mi sembra più che accettabile. Se la coppia ‘arcobaleno’ è femminile, saranno genitora e genitora, al maschile genitore e genitore. Per le coppie eterosessuali, poi, genitore e genitora individueranno automaticamente da chi è composta la coppia. Che fra le mura di casa saranno sempre Papà e Mammà, oppure Papà e Papà o Mamma e Mamma. L’importante è che siano bravi genitori e che i figli siano felici.

 

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AMORE al BACIO...

28 Dicembre 2020 , Scritto da enrica bonaccorti

AMORE al BACIO...

C’è una parola bella e importante che significa sempre meno, che ormai ha lo stesso peso di un ‘cioè’ e persino la stessa frequenza compulsiva: la parola è Amore. Da giglio raro e prezioso è diventata una gramigna che invade ogni prato di conversazione, sostituisce ogni nome e scherma ogni sentimento. Sento chiamare Amore anche chi non ti sta nemmeno simpatico, si manda a quel paese qualcuno chiamandolo Amore, anche pesantemente.  “Amore, ora mi hai rotto il c-xx!” E non esce solo dalle bocche di una coppia che s’azzuffa, ore circola con disinvoltura fra adolescenti e non. Variante regionale: Amò, ultima generazione: Amo. In ogni caso non si tratta di Amore.

Ma oltre questa parola, c’è un’azione che mi disturba anche di più: baciarsi. Belli i baci veri, uno scandalo quelli trattati come un gioco, per una penitenza o una sfida, perché baciarsi è quanto di più intimo ci si possa scambiare. Le prostitute danno tutto del loro corpo, anche la bocca, ma non per i baci. Il linguaggio sfacciato di questi tempi poi, involgarisce anche il modo di definirli: il bacio profondo, ‘alla francese’, ora si chiama ‘bacio in bocca’, quello sulle labbra ‘bacio a stampo’, e se questo mi sembra solo un modo grezzo che toglie poesia e magia a quel lieve contatto, nel primo caso mi crea un vero disagio sentire quel ‘in bocca’ che mi evoca subito uno sputo. Sentire poi incitare i baciatori al grido di ‘con la lingua! con la lingua!, lo trovo più volgare di una parolaccia. Come siamo passati da ‘un apostrofo rosa fra le parole t’amo’ al carrello dei bolliti?

 

 

 

 

 

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Natale venturo o Natale futuro?

4 Dicembre 2020 , Scritto da enrica bonaccorti

Il numero abnorme di decessi che oggi arriva quasi a 1000 nelle ultime 24 ore, ci rappresenta una situazione che trova le sue radici nelle aperture e nell’abbassamento di attenzione dei mesi pregressi, dato il tempo di sviluppo della malattia. Ancora una volta è evidente che se a fronte dell’attuale miglioramento del numero dei contagi, si riapre il Paese ai contatti personali e pubblici nel periodo delle Feste imminenti, è altamente probabile e prevedibile che l’onda lunga del virus si ripresenterà a febbraio/marzo portando a un ulteriore lockdown. Preferirei evitarlo, e consiglierei di pensare più che a questo Natale, al prossimo, che vorrei passare dove mi pare e in compagnia.

Nel meraviglioso Regno di Babbo Natale a Vetralla due mesi fa... mi ero portata avanti!

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Amore.. Amò... Amo...🥀

22 Novembre 2020 , Scritto da enrica bonaccorti

C’è una parola bella e importante che sta perdendo bellezza e importanza, che significa sempre meno, che ormai ha lo stesso peso di un ‘cioè’ e persino la stessa frequenza compulsiva: la parola è Amore. Da giglio raro e prezioso è diventata una gramigna che invade ogni prato di conversazione, sostituisce ogni nome e scherma ogni sentimento. Si chiama Amore anche chi non ti sta nemmeno simpatico, non ci si fa problemi a mandare a quel paese qualcuno chiamandolo Amore, anche pesantemente.  “Amore, ora mi hai rotto il c-xx!” non esce solo dalle bocche di una coppia che s’azzuffa, ma circola con disinvoltura fra adolescenti e non. Variante regionale: Amò, ultima generazione: Amo.
In ogni caso non si tratta di Amore.

 

L’Amore si disperde e ...perde.

L’Amore si disperde e ...perde.

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11 Novembre 2020 , Scritto da enrica bonaccorti

NESSUNA NOBILTÀ

 

Quanti nomi ha il male?

forse Nessuno furbo come Ulisse

forse milioni sparsi per il mondo

Il suo profilo ambiguo

si adatta opportunista

in ogni anfratto molle

e in mille bolle spande

invisibile e vigliacco

il suo veleno infetto

che al respiro toglie fiato

che vieta le carezze

che dei baci fa una colpa

che le mani lascia vuote nel ricordo di un affetto

Nel cuore quel che resta è solo crudeltà

nessuna nobiltà

anche con la corona in testa

 

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