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Per essere Leali con Fausto

25 Settembre 2020 , Scritto da enrica bonaccorti

Unica razza / etnie differenti

Unica razza / etnie differenti

Comunicare con le persone, che si chiami pubblico gente mondo o come volete, è una ricchezza a cui non vorrei rinunciare, ma passa la voglia di esprimere un’opinione o addirittura di dare un’informazione certa, se chi non è d’accordo passa direttamente all’insulto. Inoltre dispiace constatare che non si comprende davvero quello che si legge, perchè non esiste solo il sì o il no, schierarsi pro o contro. Ci sono i ragionamenti. Fausto è una bravissima persona, l’ho scritto l’altro giorno in un mio commento su FB in cui pensate! davo ragione a chi diceva che Fausto non avrebbe dovuto essere eliminato. Lo penso anch’io, gli ho scritto, piuttosto gli avrei spiegato bene bene e non di corsa le cose che ignorava, e verificato che le avesse acquisite definitivamente e con convinzione, così come si spera chi era in ascolto. Squalificarlo non sarebbe stata la mia scelta, così si dà a Fausto il mantello del martire che annacqua la tossicità di quanto è stato espresso davanti a milioni di persone. Ma poi c’è il paradosso! Angeli negri oltre 50 anni fa era proprio una canzone contro le differenze! Fausto cantava di includere un angioletto nero fra tutti gli altri bianchi. Solo che allora lui, io e tutti noi, dicevamo senza razzismo, negro. Ma quella nel tempo è diventata una parola profondamente offensiva. Ora lo sappiamo con certezza, grazie a Fausto, che non è certamente razzista - mai detto! - ma che non sapeva il peso grave di quel termine. Inoltre, grazie a lui si è ancora una volta puntualizzata una realtà scientifica: fra gli uomini non esistono razze, la razza umana  è una sola! Un’ultima cosa: anche fra voi non offendetevi! Se la pensate diversamente sul tema o su di me, ditevelo ma senza brutte parole! Come dicono a Roma... se po’ fa’‼️

 

 

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Crescere in un mondo con la mascherina

14 Marzo 2020 , Scritto da enrica bonaccorti

Noi ci meravigliamo, restiamo attoniti di fronte a un panorama inimmaginabile (se non a Bill Gates) perché noi ricordiamo, rimpiangiamo, confrontiamo... mi chiedo cosa rimarrà ai più piccoli, a chi sta crescendo in questi tempi e il primo mondo che gli entra negli occhi è senza abbracci, è un modo con la mascherina. Non si vedono i sorrisi, niente baci né carezze. La scienza ci insegna che i primi anni di vita assorbono quello che ci circonda in anfratti del cervello che lo conservano, invisibile e intatto, condizionandoci anche a nostra insaputa per sempre.  Ecco perché mi chiedo, sperando che la situazione non si prolunghi troppo, cosa rimarrà di tutto questo ai più piccoli, quali attenzioni possiamo mettere in atto. A questo punto mi auguro che il loro futuro somigli di più al nostro passato... imperfetto ma pieno di abbracci.

 

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Corona senza nobiltà

11 Marzo 2020 , Scritto da enrica bonaccorti

Corona senza nobiltà

Non ha nome il male o forse ne ha miliardi

almeno quanti quelli che gli danno albergo

il suo profilo ambiguo e il suo temperamento

si adatta opportunista in ogni anfratto molle

e in mile bolle spande invisibile e vigliacco

il suo veleno infetto che al respiro toglie fiato

che vieta le carezze che dei baci fa una colpa

che le mani lascia vuote nel ricordo di un affetto

Nessuna nobiltà anche con la Corona in testa

ma noi teniamo duro e torneremo a fare festa!

 

 

 

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Amazzonia

24 Agosto 2019 , Scritto da enrica bonaccorti

Amazzonia

Il fuoco che scalda diventa assassino

se chi lo accende ha il cuore bastardo

scaglie nei fiumi diventano pietre

in cielo un deserto di piume perdute

 

Chi estirpa il respiro non lascia radici

 

Se fra il cielo e la terra resta solo il cemento

è la fine che inizia e continua a finire 

fino all’unico muro che la può arginare:

la coscienza del mondo che comincia a capire 

 

eb - ottobtre 2010 

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Premonizione... d’indignazione...

4 Agosto 2019 , Scritto da enrica bonaccorti

 

BREVE ESTRATTO DA UN MIO  RACCONTO SCRITTO NEL 2010

 

(...) Ricordalo sempre, Bambi, la rabbia è pericolosa, fa pensare e fare cose stupide. 

Ma l’indignazione no, non perderla mai, è preziosa. 

La devi mantenere sempre viva, come fosse l’ultima brace di un fuoco indispensabile alla sopravvivenza.

Se si spegne, vivrai nel freddo dell’anima e nel buio della mente, e nulla nutrirà più il tuo cuore.  

Preóccupati subito appena senti che intorno a te l’asticella dell’indignazione si abbassa!

È un segnale subdolo, obliquo, è facile sottovalutarlo. 

Man mano l’asticella vibra sempre meno, poi non vibra più neppure se passa un elefante, e all’improvviso è troppo tardi. L’asticella non c’è più.  

D’altra parte, quando ti governa Annibale, gli elefanti sono inevitabili, fanno parte del panorama. 

 
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TITOLISTA, il peso delle parole...

25 Aprile 2019 , Scritto da enrica bonaccorti

Sul Corriere della Sera di oggi un grande titolo: “Si sveglia dopo 27 anni di coma”. Articolo scritto con grande chiarezza e correttezza da @MargheritaDeBac, che si è anche premurata di corredarlo con un trafiletto in cui Rita Formisano, direttrice dell’Unità post coma del Santa Lucia di Roma, spiega la differenza fra stato vegetativo e coma. Non è bastato a chi ha scritto il titolo, che evidentemente non ha letto né l’uno né l’altro, e diffonde la falsa informazione che il coma possa durare 27 anni! Come ci insegna la scienza, in coma si può rimanere circa tre, quattro settimane, in rari casi poco di più. Ma quanti vanno oltre il titolo? Quanti leggono tutto l’articolo e approfondiscono col trafiletto?

Credo che il titolista abbia un’enorme responsabilità, che troppo spesso viene disattesa con una superficialità che può essere dannosa in certi campi. In quello scientifico sicuramente,  come sottolineavo in ‘Intrventi e repliche’ anni fa proprio sul @Corriere..

 

 

 

 

 

TITOLISTA, il peso delle parole...
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Contro la Natura o contro la Norma?

23 Marzo 2019 , Scritto da enrica bonaccorti

Che cosa vuol dire Normalità? Se cerchiamo i sinonimi troviamo: abitudine/regolarità/prassi/consuetudine/ordine. Niente che riguardi la Natura? No, perché normale non vuol dire naturale. La norma nasce non dalla natura, ma da una cultura sociale che decide cosa sia normale e cosa sia diverso. E il ‘diverso’ per antonomasia è l'omosessuale, è lui, o lei, che va ‘contro natura’, e persino chi dice di non essere omofobo, spesso si chiede se l’omosessualità sia una cosa naturale. La risposta viene dalla scienza, e chiama in causa proprio quella Madre Natura tanto invocata da chi bolla ogni diversità come innaturale. La scienza ci informa invece che l’omosessualita è diffusa in molte specie animali, non solo nella nostra, la specie umana. Dunque è dentro la natura, altro che contro la natura! Riflettiamo piuttosto sul fatto che in tutto il regno animale, l'unica specie in cui coesistono omosessualità e omofobia, è quella umana. Ma visto che ho iniziato con i sinonimi, finisco con i contrari: il contrario di ‘diverso’ è ‘uguale’, il contrario di ‘normale’ è ‘eccezionale’. Anche il vocabolario toglie ogni alibi agli omofobi!                                                                                                  

 

 

Contro la Natura o contro la Norma?
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La grande bugia bianca....

17 Marzo 2019 , Scritto da enrica bonaccorti

La grande bugia bianca....

Quanto dolore ascoltando il Tg. A corredo delle notizie dalla Nuova Zelanda, vedo un riassunto delle recenti stragi dei suprematisti bianchi in tutto il mondo, compreso il revival del Ku Klux Klan in America. Ricorre una frase: la razza bianca. Se potessi, renderei obbligatorio dalla 1’ elementare l’insegnamento di una semplice informazione scientifica, cioè che la razza umana è solo una, e il colore della pelle, ogni sua sfumatura, dipende dal clima del territorio in cui i nostri  primi antenati si sono insediati, quando siamo usciti dal continente africano. Già, all’inizio eravamo tutti neri...

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7 Marzo 2019 , Scritto da enrica bonaccorti

L’8 marzo 1998 ho indossato un burqa nel centro di Roma, a piazza Colonna, sul marciapiede di fronte alla Galleria Sordi. Ero irriconoscibile, completamente nascosta dal burqua, una grata di stoffa violacea davanti agli occhi, mi sentivo soffocare, vedevo male, ero impacciata nei movimenti. Così nascosta abbordavo i passanti dicendo che volevo far conoscere la situazione in cui si trovano le donne in certi Paesi, e proponevo di provare a indossarlo. La reazione più frequente era quella di affrettare il passo, gli uomini strattonavano le donne che volevano provarlo. 

Nel 1998 non se ne parlava quasi, ma Bia Sarasini, la direttrice di “Noi Donne” per cui scrivevo, dette ampio spazio a quello che allora sembrava troppo lontano e ora ci sembra fin troppo vicino, e mi chiese di interpretare la donna velata e raccontare poi le mie impressioni. Di quei momenti sotto il burqa, oltre alla pesantezza, l’impaccio, e soprattutto l’asfissia, ricordo qualcosa di ancor meno piacevole: la netta sensazione che non si voleva sapere, conoscere, capire.. ma solo scappare. Come quando i bambini chiudono gli occhi per far sparire la realtà. Troppo a lungo siamo rimasti a occhi chiusi. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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SCUSACI OLGA - Delitto d’onore nel 2019

3 Marzo 2019 , Scritto da enrica bonaccorti

“Ho perso la testa perché lei non voleva più stare con me. Le ho detto che lei doveva essere mia e di nessun altro. L’ho stretta al collo e l’ho strangolata”. Finalmente una confessione chiara e circostanziata, finalmente una giusta sentenza: ergastolo. Ma era solo il 1’ grado, poi riduzione a 30 anni per il rito abbreviato, per poi passare a 24, che diventano 16, ridotti di un terzo sempre per il rito. Un ergastolo (in teoria) di 16 anni (in pratica)? Dopo ‘l’obbligo flessibile’ possiamo aspettarci anche questo. Ma oltre agli sconti di pena, che a mio parere non dovrebbero essere applicabili agli omicidi, sono le motivazioni a far tremare i polsi. In primo grado la gravità del delitto era stata valutata anche in relazione ai “futili e abietti motivi’ e sanzionata con l’ergastolo, ma ora la Corte d’Appello ha sentenziato che bisogna tener conto della “soverchiante tempesta emotiva e passionale”  dell’assassino, delle sue “poco felici esperienze di vita”, del suo “teatrale tentativo di togliersi la vita” e della sua confessione. Secondo il tribunale queste condizioni sono“idonee a influire sulle misure di responsabilità penali”. Dunque un uomo con un passato poco felice, con un temperamento nervoso e geloso, che dopo l’omicidio beve vino e farmaci dichiarando che voleva togliersi la vita, può impunemente uccidere una donna, che fra l’altro conosceva da appena un mese, e confessarlo senza paura sicuro che troverà comprensione, e soprattutto riduzione per la  sua pena. Ma il delitto d’onore non era stato abolito nel 1981? Era già abnorme che fosse rimasto nel nostro codice fino a quella data, ma oggi, nel 2019, è stato nuovamente, sottilmente, scientemente applicato in un tribunale di Bologna. Le mie ultime parole sono per la vittima, Olga Matei, 46 anni, strangolata a mani nude da un uomo di 57 anni che frequentava da poche settimane e che non voleva frequentare più. Questa la sua colpa, questo sembra essere il vero delitto, ma per lei nessuno sconto, nessuna riduzione, se non quella, definitiva, della sua esistenza. Addio Olga, scusaci.

 

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