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MADRE MIA che sei nei cieli - PREGHIERA LAICA

14 Maggio 2017 , Scritto da enrica bonaccorti

MADRE MIA  che sei nei cieli - PREGHIERA LAICA

Madre mia  che  sei  nei cieli

sia  ricordato  il  tuo nome

si  avveri  il  tuo  sogno

fa  che  la  tua  bontà 

dal cielo   mi  guidi  in  terra

Dammi  sempre  il tuo aiuto  quotidiano

e comprendi  i  miei  peccati

così  come  io  capirò

quelli  degli  altri  peccatori

Ma  aiutami  a  resistere  alle tentazioni

e  liberami  dal  male

Mamma

 
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È passato lo straniero🎼... questa volta per fortuna! @dariofrance

7 Maggio 2017 , Scritto da enrica bonaccorti

È passato lo straniero�... questa volta per fortuna!  @dariofrance

"La riscossa dei musei italiani salvati dai direttori stranieri" titola la Stampa..
 
L'avevo sempre detto io! Perché solo i calciatori? In ogni campo, quando serve, prendiamoli all'estero! Beh, è successo, e con grande successo‼️
Grazie alla tanto criticata riforma di Franceschini che ha permesso una selezione internazionale, sette direttori stranieri hanno preso in carico i maggiori musei italiani e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: boom di visitatori, scelte logistiche e organizzative che hanno anche sveltito le file. Qualche numero: entrate oltre il 10% in più agli Uffizi (Elke Schmidt) quasi il 6% a Brera (Peter Bradburne), a Urbino il Ducale (Peter Aufreiter) registra il 40% in più di introiti, a Mantova il Palazzo Ducale (Peter Assman) arriva a più 51%, per non parlare di Capodimonte (Sylvain Bellenger) che a Pasqua ha registrato un + 120%! E anche a Paestum è andata benissimo. Allora avevo ragione... quando serve, prendiamoli all'estero! Cosa aspettiamo a informarci su chi si occupa delle nettezza urbana a Lugano o su chi gestisce la manutenzione del manto stradale a Tokyo? Poi passiamo il numero alla Raggi. 

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"La riscossa dei musei italiani salvati dai direttori stranieri" titola La Stampa

6 Maggio 2017 , Scritto da enrica bonaccorti

La nascita di Venere viaggia leggera..

La nascita di Venere viaggia leggera..

 

 

Nel 2015 le nomine provocarono molte polemiche. Ma il boom di visitatori premia la gestione dei nuovi manager

 

 

L'avevo sempre detto io! Perché solo i calciatori? In ogni campo, quando serve, prendiamoli all'estero! Beh, è successo, e con grande successo‼️Grazie alla tanto criticata riforma di Franceschini che ha permesso una selezione internazionale, sette direttori stranieri hanno preso in carico i maggiori musei italiani e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: boom di visitatori, scelte logistiche e organizzative che hanno anche sveltito le file. Parlano i numeri: entrate oltre il 10% in più agli Uffizi (Elke Schmidt) quasi il 6% a Brera (Peter Bradburne), a Urbino il Ducale (Peter Aufreiter) registra il 40% in più di introiti, a Mantova il Palazzo Ducale (Peter Assman) arriva a più 51%, per non parlare di Capodimonte (Sylvain Bellenger) che a Pasqua ha registrato un più 120%! (Non era quel direttore contestato dai dipendenti perché lavorava troppo?...) E anche a Paestum è andata benissimo. Ma se ci informassimo su chi si occupa delle pulizie cittadine a Lugano o della manutenzione del manto stradale a Tokyo? 

 

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Siamo senza parole e senza conoscenze. Siamo senza.

4 Maggio 2017 , Scritto da enrica bonaccorti

Siamo senza parole e senza conoscenze. Siamo senza.

Ho appena visto "Le parole" il programma che Massimo Gramellini conduce su Raitre il sabato sera. L'avevo registrato, e così non mi sono persa quel breve e disgustoso servizio sulle conoscenze di base della nostra gioventù. Il disgusto lo provocano le loro risposte: Leonardo dipinge la Gioconda nel 20' secolo, l'unità d'Italia verso il 1980/85, in altre inchieste ho sentito collocare Hitler negli anni '70 o attribuire "I promessi sposi" a Dante. E Leonardo da Vinci dov'è nato? Non ce n'è stato uno che abbia risposto Vinci! Per molti era Milano, o Toscana, Ravenna.. e persino Bollate! Forse c'è una via Leonardo da Vinci ed è bastato per dargli i natali? Sì, ci può far ridere, ci può far sentire superiori, ma spero ci faccia sentire soprattutto disperati! Senza parlare dell'incapacità di esprimersi, della miseria lessicale, della ripetizione di frasi fatte... È a loro, a questa vasta generazione che a breve sarà affidata la crescita, lo stile, la gestione del nostro Paese. Con queste e altre premesse, se guardo al futuro.. preferisco chiudere gli occhi.

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'LA SCIENZA NON È SPETTACOLO' scriveva Boncinelli sul Corriere l'anno scorso. E io aggiunsi.....

22 Aprile 2017 , Scritto da enrica bonaccorti

 

Parole sante quelle del professor Boncinelli, persino troppo lievi nella condanna al pressapochismo imperante sui temi scientifici che come viene sottolineato, nel nostro Paese sono soprattutto inerenti alla medicina come i vaccini. Ancora più colpevole dunque l'informazione non corretta, perché la medicina, più dell'astronomia per esempio, attraversa direttamente la vita di noi cittadini. Ecco perché mi augurerei che, oltre alla giustissima condanna delle eclatanti quanto improprie affermazioni sui vaccini, si desse più attenzione a Tutte le comunicazioni in questo campo. Purtroppo è vero che "siamo un popolo di impreparati che pensano di sapere tutto", ma noi cittadini non abbiano il Dovere di informarci su ogni tema, piuttosto abbiamo il Diritto di avere le informazioni corrette, a cominciare dai termini con cui si definiscono le sindromi di cui si parla. Siamo forse superficiali e approssimativi perché spesso lo sono le fonti? Far scorrere sul sottopancia di un TG un titolo come "Sharon morto dopo otto anni di coma", per non parlare delle comunicazioni  sul famoso caso Englaro, è sicuramente dare informazioni  scorrette, dato che si può sopravvivere in stato di coma al massimo tre-quattro settimane, poi non si può più parlare di coma. Ma in quanti lo sanno, viste le comunicazioni correnti? In un Paese che ha il non onorevole 3' posto nella classifica mondiale della distanza fra la percezione e la realtà, chi fa comunicazione, soprattutto su certi temi, non dovrebbe profferire verbo senza essere certo di dire la cosa corretta. Senza scomodare la deontologia, si chiama responsabilità. 

 

18 maggio 2016                                            Enrica Bonaccorti

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🇪🇺 Un altro No⁉️ NO! 1997/2017 Dalla speranza alla necessità #Europa

23 Marzo 2017 , Scritto da enrica bonaccorti

Un altro No⁉️ No‼ Ora più che mai dovremmo recuperare quel concetto di unità alla base del progetto di Spinelli, che vedeva in un modello federativo la possibilità di rinascita per il nostro continente, ridotto a brandelli dalla 2' guerra mondiale. Ora invece, in pericoloso bilico speculare su futuri bellici, ci permettiamo il lusso di ignorare la saggezza dell'Unione che fa la forza, restringendo i nostri già esigui confini a territori sempre più frazionati. Il nostro Continente, così attaccato alle sue radici da dimenticarne le contaminazioni, così orgoglioso della sua indipendenza tanto da volerne una personale a ogni confine, si ritrova ora accerchiata a ovest dall'America di Trump, a est dalla Russia di Putin e più a sud dalla Turchia di Erdogan. A nord abbiamo il distacco della Brexit e la sospettosa prudenza dei paesi scandinavi. E noi ci dividiamo? 
Invece di lamentarci fino a digrignare i denti quando "ce lo chiede l'Europa', dovremmo essere noi l'Europa, con regole quanto più possibile simili, con assoluta parità di stipendi per i suoi parlamentari, senza confini interni per difendere insieme quelli esterni, con una rete di comunicazioni diffusa e immediata come fosse un gruppo in chat su WhatsApp, e via così. Accadrà? No, noi alziamo muri, ci dividiamo, ognuno paga la sua bolletta e chiude a chiave la porta di casa. Peccato, perché credo che presentarsi sul tavolo internazionale come Stati Uniti d'Europa restituirebbe a questo nostro piccolo prezioso continente la forza che ci serve e l'identità che ci appartiene.  ​

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SE PUÒ SERVIRE...

16 Marzo 2017 , Scritto da enrica bonaccorti

 

"Perciò, l’ultima cosa che vorrei dirle, mia cara amica, è che la vita non può essere, in alcun modo, pura rassegnazione e malinconica contemplazione del passato. E’ nostro compito cercare quel significato che ci permette ogni volta di continuare a vivere, o se preferisce, di riprendere, a ogni passo, il nostro cammino."
(C.G.Jung, citato in “Jung parla. Interviste ed incontri” - 

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7 Marzo 2017 , Scritto da enrica bonaccorti

8 marzo 1998‼Scrivevo su “Noi Donne” e con la direttrice Bia Sarasini facemmo un esperimento: indossai un burqa nel centro di Roma, a piazza Colonna, sul marciapiede di fronte alla Galleria Sordi. Avevo una grata di stoffa violacea davanti agli occhi, mi sentivo soffocare, vedevo male, ero impacciata nei movimenti. Così nascosta abbordavo i passanti dicendo che volevo far conoscere la situazione in cui si trovano le donne in certi Paesi, e proponevo di provare a indossarlo. La reazione più frequente era quella di affrettare il passo, gli uomini più delle donne, con evidente disagio e disinteresse per qualcosa che sembrava così lontano e che ora ci sembra troppo vicino. Di quei momenti sotto il burqa, oltre alla pesantezza, l’impaccio, e soprattutto l’asfissia, ricordo qualcosa di ancor meno piacevole: la percezione che non si volesse né sapere né capire, neppure vedere, ma solo scappare. Come quando i bambini chiudono gli occhi per far sparire la realtà. Troppo a lungo siamo rimasti a occhi chiusi.

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4 Marzo 2017 , Scritto da enrica bonaccorti

 

BESTA NEWS

“L’UOMO IMMOBILE” DI ENRICA BONACCORTI


Ho avuto la graditissima occasione di partecipare alla presentazione del libro di Enrica Bonaccorti “L’Uomo Immobile” ispirato alla storia vera di un giovane medico che dopo un grave trauma cranico vive tragicamente la sua condizione di “locked-in”, stato peculiare nel quale la coscienza è integra ma la possibilità di comunicare è pressoché nulla: il paziente è chiuso in se stesso, e viene confusa con lo stato vegetativo. La storia articolata come un romanzo è esemplare per la precisione con cui l’autrice descrive in modo semplice e comprensivo le caratteristiche “cliniche” del protagonista contrapposte con il dramma della possibile incomprensione medica, che per cattiva conoscenza della sindrome può indurre quella esasperante accidia operativa che relega il paziente a un ruolo disumano, a ‘cosa’ da accudire.
Ferma restando la validità letteraria del romanzo, questo appare un contributo eccezionale, anche perché è sopra le parti e apre alla comprensione di tutti la tematica dei gravi disturbi di coscienza, la crucialità del loro studio e trattamento, che è uno dei leit-motiv di recente prospettiva della nostra Fondazione con la costituzione del “Centro Post-Coma” dedicato appunto alla ricerca clinica e strumentale dei gravi disturbi di coscienza.

Prof. Ferdinando Cornelio 
Direttore scientifico Istituto Carlo Besta

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L'ENORME DIFFERENZA DI UN MORSO

2 Marzo 2017 , Scritto da enrica bonaccorti

L'ENORME DIFFERENZA DI UN MORSO

Rispetto al dibattito sul cosiddetto 'finevita', si ribadisce che la legge non riguarda l'eutanasia. Letteralmente la parola significa 'buona morte' e pensavo che quella cercata in piena coscienza da djFabo potesse essere così definita. Invece no. Si chiama 'suicidio assistito'. 
La differenza consiste nel potersi togliere la vita con un atto autonomo, come ha fatto il dj mordendo il pulsante che ha rilasciato il farmaco fornito dal medico, e questo è il suicidio assistito, mentre se non si è nella condizione di fare alcun gesto e il farmaco te lo inocula il medico, si chiama eutanasia. A me sembra una crudele ipocrisia. 
La volontà cosciente dovrebbe essere ben più considerata della possibilità di fare un movimento. 
Detto questo, riguardo alle migliaia di nostri concittadini che in istituti o accuditi in casa non sono  indipendenti e hanno difficoltà di comunicazione, vorrei che una legge pensasse prima di tutto a dare aiuti concreti per sostenere le loro famiglie che si prendono cura dei loro cari con sostegni esigui per giganteschi problemi. È questa l’emergenza, ma si può capire solo se si considerano questi nostri concittadini malati dei grandi disabili e non degli incoscienti moribondi. Per questo vorrei che si approntasse un protocollo di verifica dei livelli di coscienza, il vero confine da tenere in considerazione prima di qualsiasi decisione. Ormai la tecnologia in questo campo è sempre più sofisticata e permette indagini impensabili fino a ieri. Se si trattano temi scientifici, credo che l'aggiornamento sia indispensabile, anzi doveroso, per esprimere opinioni. Figurarsi per scrivere una legge... Mi auguro che la classe politica si valga di esperti aggiornati e non condizionati né dal cielo né da una bandiera, ma solo dal rispetto che si deve ai più deboli e alla verità scientifica.  

 

 

 

 

 

 

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