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I bambini dell'Is

23 Gennaio 2015 , Scritto da enrica bonaccorti

C'è un aspetto dell'Isis che dovremmo imitare: l'estrema attenzione ai bambini. Non è una macabra battuta, piuttosto rimando al significato letterale perché dare attenzione ai bambini significa insegnare cos'è il bene e cos'è il male, chi sono i buoni e chi sono i cattivi, dare una visione del mondo, impostarne la crescita, forgiarne le convinzioni. È questa l’attività principale del sedicente Stato Islamico, oltre alle stragi e alle decapitazioni. L’ultimo terrorista fermato mentre cercava di raggiungere la Siria aveva con sé suo figlio di tre anni, e purtroppo abbiamo avuto diverse notizie e immagini di piccoli, a volte piccolissimi innocenti che imbracciano un kalashnikov più grande di loro, con una bandana in testa che inneggia all’unico Dio consentito, abbiamo addirittura visto un bambino spinto a uccidere uomini legati inginocchiati davanti a lui, e a festeggiare poi  l’esecuzione come se avesse rotto la pentolaccia. Quel bambino è cattivo? No, è condizionato, costretto anche solo da se stesso. Perché gli scienziati ci insegnano che le informazioni, le immagini, le esperienze che ci attraversano nei primi anni di vita fino all’adolescenza, sono impronte indelebili: il cervello è come creta, basta sfiorarlo in quell’età per lasciare il segno, figurarsi chi lo prende in mano e lo modella come vuole. Poi la creta s’indurisce ed è dura cambiare.. Formare una nuova generazione di estremisti non è difficile, se c’è la determinazione e la pianificazione che lo Stato Islamico sta mettendo in atto. Questi bambini fra pochissimi anni saranno giovani uomini preparati a quello per cui sono stati allevati: combattere, combatterci. Mentre le bambine, prima spogliate di tutto, saranno rivestite di bombe e fatte esplodere in mezzo ad altri bambini. Non riesco a immaginare orrore più grande. Raccogliamo almeno quello che fa emergere la “estrema attenzione ai bambini” da cui è partita questa riflessione, e cerchiamo di formare anche noi una nuova generazione sana e forte, che possa riconoscere il bene e il male, senza essere privato del dono prezioso del dubbio. Non lasciamoli in balia di tutto, anche di questo orrore.

 

 

 

 

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