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AMORE al BACIO...

28 Dicembre 2020 , Scritto da enrica bonaccorti

AMORE al BACIO...

C’è una parola bella e importante che significa sempre meno, che ormai ha lo stesso peso di un ‘cioè’ e persino la stessa frequenza compulsiva: la parola è Amore. Da giglio raro e prezioso è diventata una gramigna che invade ogni prato di conversazione, sostituisce ogni nome e scherma ogni sentimento. Sento chiamare Amore anche chi non ti sta nemmeno simpatico, si manda a quel paese qualcuno chiamandolo Amore, anche pesantemente.  “Amore, ora mi hai rotto il c-xx!” E non esce solo dalle bocche di una coppia che s’azzuffa, ore circola con disinvoltura fra adolescenti e non. Variante regionale: Amò, ultima generazione: Amo. In ogni caso non si tratta di Amore.

Ma oltre questa parola, c’è un’azione che mi disturba anche di più: baciarsi. Belli i baci veri, uno scandalo quelli trattati come un gioco, per una penitenza o una sfida, perché baciarsi è quanto di più intimo ci si possa scambiare. Le prostitute danno tutto del loro corpo, anche la bocca, ma non per i baci. Il linguaggio sfacciato di questi tempi poi, involgarisce anche il modo di definirli: il bacio profondo, ‘alla francese’, ora si chiama ‘bacio in bocca’, quello sulle labbra ‘bacio a stampo’, e se questo mi sembra solo un modo grezzo che toglie poesia e magia a quel lieve contatto, nel primo caso mi crea un vero disagio sentire quel ‘in bocca’ che mi evoca subito uno sputo. Sentire poi incitare i baciatori al grido di ‘con la lingua! con la lingua!, lo trovo più volgare di una parolaccia. Come siamo passati da ‘un apostrofo rosa fra le parole t’amo’ al carrello dei bolliti?

 

 

 

 

 

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Natale venturo o Natale futuro?

4 Dicembre 2020 , Scritto da enrica bonaccorti

Il numero abnorme di decessi che oggi arriva quasi a 1000 nelle ultime 24 ore, ci rappresenta una situazione che trova le sue radici nelle aperture e nell’abbassamento di attenzione dei mesi pregressi, dato il tempo di sviluppo della malattia. Ancora una volta è evidente che se a fronte dell’attuale miglioramento del numero dei contagi, si riapre il Paese ai contatti personali e pubblici nel periodo delle Feste imminenti, è altamente probabile e prevedibile che l’onda lunga del virus si ripresenterà a febbraio/marzo portando a un ulteriore lockdown. Preferirei evitarlo, e consiglierei di pensare più che a questo Natale, al prossimo, che vorrei passare dove mi pare e in compagnia.

Nel meraviglioso Regno di Babbo Natale a Vetralla due mesi fa... mi ero portata avanti!

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