Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
enricabonaccorti.overblog.com

BUON... 2917 ☘️☘️☘️ !!!

29 Dicembre 2016 , Scritto da enrica bonaccorti

In questi giorni ho inviato come tutti un po' di sms di auguri. Digitando le cifre del nuovo anno, 2017, più di una volta ho dovuto correggermi perché il dito sbagliava tasto e auguravo Buon 2027! Buon 2107! Persino Buon 2917! Me ne sono sempre accorta e ho corretto, ma quel augurio sbagliato mi è rimasto impresso, e mi ha scosso... come uno squarcio temporale, una finestra che si apre all'improvviso sul futuro, ti costringe ad affacciarti e ti dà le vertigini. Quelle date lontane, quelle date impensabili, aprono scenari possibili e impossibili, ma tutti tolgono equilibrio ai pensieri. 2027..37..47.. con un po' di ottimismo ti vedi, ma quel che vedi non ti piace... Oltre, fino a quel 'Buon 2917' che il mio dito inconsapevole stava per inviare a uno sconosciuto futuro, o forse a un futuro conoscente, parente, amico, amore, ex amore.. Buon 2917! Sarà così, sarà ancora così? Ci faremo gli auguri? Sì, ma come? Scriveremo ancora? Oppure col pensiero? O con uno sguardo speciale che supera ogni confine? Inutile, se non sei Asimov o Verne o Leonardo l'immaginazione non ce la fa a disegnare l'ignoto. Se nel 1016 ci avessero chiesto come si faranno gli auguri per il 2017, non credo avremmo immaginato sms o mail, al massimo i più fantasiosi avrebbero risposto con falconi dopati o aquiloni immensi o cavalli al galoppo con gualdrappe beneauguranti... qualunque ipotesi non credo sarebbe stata vicino al vero.  Come noi, che non possiamo, probabilmente non vogliamo, e forse neppure dobbiamo immaginare il nostro breve, lungo o impossibile futuro. È un esercizio da cui rifuggo da sempre, e ora, dopo quegli sbagli casuali sui tasti, ancora di più... 

Mostra altro

I DATI O LA VITA? E perché AMRI fugge e non si immola?

25 Dicembre 2016 , Scritto da enrica bonaccorti

Possibile che ogni volta ci si stupisca? Che ogni volta si sentano gli stessi discorsi, quasi con le stesse parole? Finché si affronterà il terrorismo con una visione emergenziale e non strutturale, i rischi non diminuiranno, anzi. Quando sui media si annuncia: "È stato alzato il livello di sicurezza" invece che rassicurarmi, questo mi preoccupa. Ormai ci deve essere un unico livello, il più alto! Per il nostro Continente serve un protocollo di attenzione trasversale perenne e condiviso, il muro più alto che possiamo opporre non è di mattoni ma di informazioni, di connessioni continue fra le indagini sui diversi territori, di collaborazione sovranazionale e sovrapartitica. 

Avevo appena scritto queste riflessioni che arriva la notizia che la nostra Polizia ha ucciso il terrorista di Berlino. Immediata soddisfazione e senso di sollievo che non sia più in giro dalle nostre parti un jihadista pronto a tutto, certo, poi un pensiero: come mai, visto che è stato accertato dal suo grido prima di morire "Allah akbar!" e dal video trovato con la sua professione di fede radicale, come mai dicevo, era un fuggitivo e non un martire? Come mai non si è immolato ma è scappato?  Il finale di queste loro tragiche imprese prevede la morte, non la fuga. Questo (non piccolo) particolare mi sembra possa avallare una visione individualistica dell'attentato, non cercherei altra regia che la rivolta invocata da ogni fonte radicale quanto più Daesh perde terreno, come recentemente è accaduto. Possono avere appoggi, ma la loro gerarchia non codificata non invia un 'ordine di servizio' perché ogni 'servizio' che porti morte agli infedeli sarà non solo approvato ma premiato, e rivendicato anche se Al Baghdadi non ne sapeva niente. Questo, insieme a non difendere la propria vita,  anzi, spesso a cercare la morte, cambia le forme e aumenta il livello di pericolosità di questo terrorismo, così come noi dobbiamo cambiare le forme di difesa e aumentarne il livello. Forse la privacy verrà erosa dalla sicurezza, ma proteggere la nostra vita credo sia più importante di proteggere i nostri dati.  

Mostra altro