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Prima noi. Noi chi?

18 Novembre 2016 , Scritto da enrica bonaccorti

Prima noi. Noi chi?

Ripetuti e ripetitivi i dibattiti sul voto americano, sulle previsioni sbagliate dei sondaggisti, sull'antipatia di Hillary, sui soldi di Donald e su tutto l'ovvio possibile... Ma se il tempo dell'analisi è necessario per metabolizzare, ancor più lo deve essere  trovare nelle disgrazie il lato positivo, visto che ora, dopo i peggiori giudizi, il trend mi sembra sia improntato più all'ottimismo della volontà che al pessimismo della ragione.

Sarà anche un automatico riflesso di sopravvivenza, ma a certe affermazioni non ci si indigna più col sopracciglio alzato, in caso si sorride con superiorità paziente, minimizzando la teoria in attesa della pratica più conveniente.

Stiamo entrando in quel solco. Prima noi. Ma noi chi? Noi Europei?

Se continuiamo a separarci arriveremo a divisioni come Scala A e Scala B. E dividersi indebolisce qualsiasi struttura, società, organizzazione. Ora più che mai dovremmo recuperare quel concetto di unità alla base del progetto di Spinelli, che vedeva in un modello federativo la possibilità di rinascita per il nostro continente, ridotto a brandelli dalla 2' guerra mondiale. Ora invece, in pericoloso bilico speculare su futuri bellici, ci permettiamo il lusso di ignorare la saggezza dell'Unione che fa la forza, restringendo i nostri già esigui confini a territori sempre più frazionati.

Il nostro Continente, così attaccato alle sue radici da dimenticarne le contaminazioni, così orgoglioso della sua indipendenza tanto da volerne una personale a ogni confine, si ritrova ora accerchiata a ovest dall'America di Trump, a est dalla Russia di Putin e più a sud dalla Turchia di Erdogan. A nord abbiamo il distacco della Brexit e la sospettosa prudenza dei paesi scandinavi. E noi ci dividiamo. 

Invece di lamentarci fino a digrignare i denti quando "ce lo chiede l'Europa', dovremmo essere noi l'Europa, con regole quanto più possibile simili, con assoluta parità di stipendi per i suoi parlamentari, senza confini interni per difendere insieme quelli esterni, con una rete di comunicazioni diffusa e immediata come fosse un gruppo in chat su watsapp, e via così. Accadrà? No, noi alziamo muri, ci dividiamo, ognuno paga la sua bolletta e chiude a chiave la porta di casa. Peccato, perché credo che presentarsi sul tavolo internazionale come Stati Uniti d'Europa restituirebbe a questo nostro piccolo prezioso continente la forza che ci serve e l'identità che ci appartiene.  ​

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