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Mea culpa, Oriana..

8 Agosto 2014 , Scritto da enrica bonaccorti

Le preferenze.. l’eleggibilità.. gli 80euro.. argomenti che ‘fanno titolo’ e persino talk-show, ci si accapiglia, si urla.. Ma non sento discutere con gli stessi toni della sempre maggiore espansione dell’Isis, negli ultimi tempi in decisa accelerazione occupando vaste porzioni di Irak e Siria. Il fine dichiarato è la costruzione di un territorio islamico ‘puro’, tanto che il 3 gennaio di questo anno l’Isis si è dichiarato Stato indipendente, e il 29 giugno scorso si è autoproclamato Califfato dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante. Poco importa che non sia riconosciuto dall’Onu e tantomeno da Iraq e Siria, che rivendicano quei territori come parte integrante dei loro Stati, poco importa perché non sono queste le voci che possono essere ascoltate da chi progetta il dominio assoluto in nome di Dio, comunque lo chiami. Ricordo bene quanto mi dispiaceva ascoltare Oriana Fallaci che amavo moltissimo, ma dalle cui posizioni su questo mi sentivo lontana. Ora m’inchino a Cassandra, che come sempre non sbaglia. Chissà cosa direbbe oggi, se come me sentirebbe l’impellente necessità di una reazione precisa e decisa dell’Occidente, ben oltre l’espulsione di un iman troppo sincero. Bisognerebbe sbrigarsi a organizzare un confronto fra i tutti i Paesi occidentali e i Paesi coinvolti che, pur di fede musulmana, rifiutano la furia jihadista e i suoi crimini assoluti contro l’umanità. L’obiettivo dichiarato è quello di imporre la sharia nel territorio del Califfato, che come suggerisce l’inclusione del termine ‘Levante’ si dovrebbe allargare a Giordania, Libano, Kuwait, Palestina, persino parte della Turchia, e ovviamente la distruzione di Israele e di ogni ebreo sulla faccia della terra. Ma ogni altra fede è condannata a morte, a partire dal Cristianesimo. Sappiamo quello che stanno patendo i cristiani, migliaia di famiglie hanno abbandonato le loro case e ogni bene, mentre l’avanzata dei jihadisti continua e sembra inarrestabile. Mentre scrivo, leggo che le forze dell’Isis sono arrivate a un’ora d’auto da Bagdad. Non ho volutamente parlato del trattamento riservato al genere femminile, che pare Allah consideri fonte di tutti i mali, perlomeno nell’interpretazione di questi musulmani. È da quando l’organizzazione Boko Haram ha rapito le studentesse, che non passa giorno senza che io le pensi, poi le 500 ragazze rapite dai jihadisti nei giorni scorsi, e ora la speranza che le due piccole, meravigliose cooperanti italiane sparite non siano in quelle mani. Ripeto, non ho volutamente dato spazio all’evidente problema del genere femminile perché mi fa troppo male parlarne, quasi come mi fa male non sentire parlare abbastanza di tutto questo.

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