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Ricchi e Poveri

1 Aprile 2013 , Scritto da enrica bonaccorti

"L'Italia possiede un'enorme ricchezza privata, quasi 9 mila miliardi, oltre 4 volte il debito pubblico. Se questo tesoro fosse diviso equamente, ogni famiglia avrebbe in tasca 400 mila euro. Invece il 10% degli italiani possiede metà della ricchezza nazionale e il 90% si divide quello che resta." Questi sono solo alcuni dei dati che ho trovato nell’illuminante inchiesta di Nunzia Penelope intitolata appunto “Ricchi e Poveri”. Leggere che alcune famiglie hanno un patrimonio 65 volte superiore a quello della media, che c'è chi dispone di 10.000 euro al giorno mentre tanti devono andare avanti con meno di 1000 euro al mese, mi ha fatto pensare a Bill Gates. Non ai suoi miliardi, ma a una sua iniziativa quasi evangelica: Voi che avete tanto, date! Così chiede Gates ai suoi ‘colleghi’, nell'intento di convincere le persone più facoltose del mondo a donare una parte consistente della propria fortuna a chi ne ha più bisogno. L'idea di fondo è che quello che si è ricevuto dal destino, dall’impegno e dalla società, ritorni in circolo per il bene comune e lo sviluppo. Qualcuno potrebbe chiamarlo socialismo, loro la definiscono la massima espressione del capitalismo più maturo e competitivo. Giving Pledge (Impegno a dare) è il nome del progetto, e ha già raccolto l’adesione di circa una sessantina di miliardari che hanno stipulato un patto d'onore con cui s’impegnano a donare in vita, o dopo la morte, il 50% dei loro patrimoni. E che patrimoni! Il primo è stato il grande investitore Buffet, fra i più recenti Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook. Secondo i dati Forbes, si tratta di ricchezze stimate in miliardi di dollari. Bill Gates sta continuando a cercare adesioni in tutto il pianeta, sollecitando i ‘maraja’ dell’India e l’Asia tutta. Non sono previste sue visite in Italia. Ma se i grandi patrimoni nostrani volessero ispirarsi almeno in parte al suo slancio e indirizzarlo verso la prima e più prossima esigenza, cioè il loro Paese, accetteremmo percentuali anche minori delle loro fortune. In questo momento vorremmo vederli senza scudi di nessun tipo, piuttosto con vassoi colmi di un aiuto concreto per il Paese. Forse la loro iniziativa potrebbe evitare in parte certi sacrifici insopportabili per le categorie più deboli, mentre per loro non cambierebbe praticamente niente. Assicuriamo almeno un ‘Cavalierato della Repubblica’. Anzi, a costo di togliere qualche Garibaldi, li mettiamo proprio a cavallo nelle piazze!

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pmanlio 04/02/2013 15:03

Spesso i discorsi che si fanno in Italia riguardano la distribuzione del reddito, e sono discorsi sacrosanti, fatti a volte con il coinvolgimento profondo dei partecipanti..

Molto meno sentiti sono quelli sulla creazione del reddito.. e questa è una mancanza imperdonabile..

Se non crei reddito come lo distribuisci?

E se il paese si impoverisce allora finisce per fare la fine dei paesi del terzo mondo, con delle 'caste' dominanti che guadagnano sempre di più in luogo di tanta gente che guadagna sempre di meno...

In Egitto un ricco è un ricco, lontano in modo abissale da un povero, in Italia la distanza tra ricchi e poveri sta crescendo sempre di più.. ed alcuni, pochi, ricchi, davvero concentrano nelle loro mani una fortuna che non è indifferente..

C'è un bel libro che tratta di questi argomenti ed è di Piero Angela, mi prendo la libertà di indicarlo:

http://www.lafeltrinelli.it/products/9788804607762/A_cosa_serve_la_politica/Piero_Angela.html

A parte questo, grazie per il post.. ;)

Un saluto..
Manlio

pmanlio 04/04/2013 13:05

Purtroppo è vero..

Un saluto e grazie!
Manlio

Enrica 04/04/2013 01:11

Grazie Manlio. Purtroppo l'Italia è già un paese di caste, non solo politiche..