La bocca dei lupi
Non è una novità né un’esagerazione che la gran parte di noi non sappia parlare bene la nostra bella lingua, ma sbagliamo non solo le declinazioni, le desinenze, gli accenti e tutta la ‘brutta compagnia’ che ascoltiamo quotidianamente, ma anche i significati che affidiamo a frasi fatte di cui non conosciamo il senso. L’esempio più evidente lo troviamo nel frequentissimo “In bocca al lupo!” a cui si risponde allegramente “Crepi il lupo!”. Ma la natura ci racconta che il lupo, avendo le zampe e non le mani, per trasportare i cuccioli li prende con estrema delicatezza con la bocca, dando loro il massimo della protezione. Dunque essere ‘in bocca al lupo’ è una fortuna, e sarebbe anche giusto come augurio, ma allora perché si risponde augurando al lupo di crepare? Non sarebbe meglio e più coerente cambiare quel crudele Crepi in un Viva? In bocca al lupo! Viva il lupo! Anche perché c’è un altro aspetto insopportabile nell’uso e abuso di questa espressione, ed è lo strazio che si fa dell’italiano quando si premette quel “Ti faccio…” Ma che italiano è: Ti faccio un in bocca al lupo? Ti faccio tanti in bocca al lupo? Ti faccio io una proposta invece: torniamo a farci gli auguri, che è meglio.
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