Avere naso è importante...
“…un gran naso è propriamente l’inizio di un uomo affabile, buono, cortese, spiritoso, coraggioso come son io.” Così ribatteva orgoglioso Cyrano de Bergerac a chi lo derideva per ‘tale appendice’, e avrebbe anche potuto citare l’Eneide, in cui Virgilio ci racconta come nell’antichità un gran naso fosse sinonimo della più rigogliosa sessualità maschile, tanto che agli adulteri veniva amputato proprio il naso! In ogni caso, più clementi di Lorena Bobbit.
Ma quella crudele usanza era solo la metafora di un’antica ignoranza, o l’intelligente premonizione delle più recenti scoperte? Sicuramente ‘la seconda che ho detto..’ visto che la scienza ha individuato il ruolo di quei messaggeri chimici del desiderio sessuale che si chiamano ferormoni, sostanze primitive, inodori, di difficile misurazione, ma che vengono catturate proprio dall’organo vomero-nasale che le invia nella parte più antica del nostro cervello. È in quel limbo di emozioni che si decide il nostro approccio fondamentale alla vita, dunque dovrebbe essere il nostro sistema olfattivo il senso più determinante fra i cinque che l’uomo ha codificato. Invece, è il senso più dimenticato.
Da quando abbiamo abbandonato le ‘quattro zampe’ per la posizione eretta, è la Vista che ha conquistato il predominio, è a questo senso che affidiamo le nostre scelte, le reazioni, le valutazioni. Forse per questo sbagliamo tanto?
Oggi si fa di tutto per far scomparire gli odori naturali, deodoranti e profumi mascherano stanchezze, paure, attrazioni.. Uno psicologo olandese, Piet Vroon, nel suo saggio ‘Smell’ ci avverte che ormai “anche il cervello risponde diversamente al bombardamento di stimoli chimici: quando annusiamo qualcosa di piacevole, ciò non innesca più azioni dirette o comportamenti legati all’eros”. Sembra che nella società contemporanea i ‘fibrillatori’ siano sempre meno di origine naturale: ci emoziona di più un tramonto viola o gli infrarossi che ci permettono di vedere immagini nel buio più fitto? Due gocce di Chanel n.5 ci danno più o meno brividi di due stille di rugiada?
I segnali sociali ci dicono che vincono gli infrarossi e il profumo.
Ma c’è un momento nella vita in cui questo senso riconquista il suo predominio: è l’età neonatale, in cui l’odore di mamma è il primo e il più importante segno di riconoscimento per il bambino. Quando gli altri sensi sono ancora deboli, è l’olfatto a indicare al neonato la madre. Quel “odore di mamma” si imprimerà nella sua memoria per sempre, lasciando una traccia emotiva precisa e profonda. In ogni caso, sotto il profilo biologico ma anche culturale, dispiace assistere impotenti alla progressiva atropia di questo senso, che ancora oggi potrebbe aggiungere preziosi elementi di valutazione. Per esempio: l’audience sarebbe la stessa se la televisione emanasse anche gli odori? E osando di più, chissà se la storia del mondo sarebbe stata eguale se avessimo potuto annusare gli uomini che l’hanno fatta…
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