Nelle mani dei cittadini..
L’istituto del Referendum mette nelle mani dei cittadini decisioni importanti, un forte cambiamento di rotta, visto che è una manovra abrogativa. Temi di grande peso, su cui il coinvolgimento diretto dei cittadini è vissuto e venduto come una grande conquista della democrazia. Mi era sempre sembrata una considerazione talmente giusta e scontata da essere banale. Ma cinque anni fa mi è capitato per lavoro di approfondire un tema tuttora in primo piano, la gestione del cosiddetto ‘fine-vita’, su cui appunto si è ventilata l’ipotesi di un referendum. Senza entrare nel merito, posso con chiarezza affermare che delle mie convinzioni l’unica rimasta in piedi è quella dell’autodeterminazione, tutto il resto, tutto ciò che pensavo di sapere se pure superficialmente, era sbagliato. Ho capito che non si possono affidare decisioni su un tema così articolato a un Referendum, per sua natura manicheo. Ho capito soprattutto che mettere in mano ai cittadini uno strumento così possente come il Referendum, non è sempre una conquista democratica, ma può diventare strumento ad altrui servizio. Con il nostro voto noi ratifichiamo la nostra opinione, ed è sicuramente democrazia poterla esprimere qualunque essa sia. Ma ce la chiedono senza darci le informazioni corrette, è democrazia malata. Il grande prezioso diritto dei cittadini a esprimersi andrebbe accompagnato dall’altrettanto prezioso diritto ad avere le informazioni giuste, scientificamente corrette, superando ideologie e fedi diverse. Ma se le onde emotive possono creare tsunami intorno ai grandi temi etici, intorno alle persone possono far nascere veri e propri ‘Vitelli d’oro’. Pensando alla madre di tutti i Referendum, l’elezione diretta del Capo dello Stato, ricordo soltanto che ci fu un periodo in cui in America si diceva che, se si fosse candidato, Elvis Presley sarebbe sicuramente diventato Presidente.
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