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Una riflessione in generale, anzi, di genere.

10 Maggio 2013 , Scritto da enrica bonaccorti

Mi pare che il nostro Paese, che qualcuno vedeva come un’azienda, somigli più a una famiglia litigiosa, sempre più allargata, parenti serpenti da tutte le parti..
Se il Presidente della Repubblica possiamo vederlo come il nonno che dall’alto della sua esperienza controlla e dà buoni consigli, è il presidente del Consiglio il motore della casa, quello che dà la spinta e la direzione alla famiglia, che decide come amministrare le entrate, che sceglie chi è opportuno frequentare. Praticamente una moglie. Milioni di donne sanno che è sulle loro spalle che la famiglia trova equilibrio, arriva a fine mese, fa crescere i figli, spesso non dimentica la poesia. Ma a parte queste considerazioni, sono ormai molte le pubblicazioni scientifiche che certificano che le cosiddette "differenze di genere significative" nel nostro cervello sono in maggior parte a favore del genere femminile che abita il nostro pianeta. Lo abita ma non lo governa. Eppure dalle indagini risulta che le donne sono meno corruttibili nelle trattative, nei test sono risultate nettamente migliori nella memoria e nel linguaggio, è dimostrato che nelle classi di sole ragazze il livello di apprendimento è migliore e più veloce e che con l’età le abilità mentali diminuiscono più negli uomini che nelle donne. La lista delle “differenze significative” a favore della parte femminile del pianeta potrebbe continuare, ma lascio spazio a quelle della parte maschile: maggiore massa muscolare, migliore orientamento e maggiore capacità di distinguere le forme geometriche. A un Premier serviranno certamente anche queste doti, ma se tutte le altre qualità sono più frequenti nel genere femminile, perché è così difficile far accomodare una signora  su questa e altre poltrone?   

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Manlio 05/12/2013 07:21

Le colpe di certi atteggiamenti vanno in parte condivise, se c'è l'uomo maschilista ci sono anche madri che da sole si schierano a favore di questa cultura.. E ne ho viste..

Però, per quante sacche residue di maschilismo possano esserci la nazione non è così arretrata è la politica che lo è..
Il peggio è che la politica va sempre più indietro e si trascina parte della nazione..

Le crisi economiche poi fanno il resto, da sempre le pagano prima le donne e dopo gli uomini..

Un saluto.
Manlio

Vale 05/11/2013 00:11

Penso ci siano ancora troppe "scritte sui muri" della mentalità dove l'uomo ricopre il ruolo di chi porta sicurezza, quell'uomo delle caverne che proteggeva la sua famiglia dai pericoli, come un eco che arriva dalla preistoria. I tempi si sono evoluti ma cere convinzioni supportate dal desiderio di comando, sono proprio scolpite nella roccia.

enrica 05/11/2013 01:13

E quella roccia la scolpiscono per prime le madri, non dimentichiamoci che troppo spesso inconsapevolmente istilliamo nei nostri adorati maschietti semi che possono diventare gramigna.. "quante fidanzate avrai da grande?" è la prima pennellata di un indelebile affresco sbagliato. Insomma, è sempre colpa nostra... cornute e mazziate! ciao vale

Zingus 05/10/2013 20:32

Viceversa, perché donne intelligenti, preparate e chiaramente all'altezza della propria carica, si lasciano andare in proclami incauti quando invece dovrebbero preoccuparsi di esprimere rigore e coerenza in ambito legislativo?

Mi riferisco alla campagna mediatica che cavalca il neologismo "femminicidio" iniziata a gennaio di quest'anno con finalità condivisibili, ma i cui confini oramai sfociano nella fantalegislazione.

Perché il ministro preposto, donna, non rimbalza le domande relative precisando che il reato di omicidio esiste già e che bisogna capire se è possibile definire nuove aggravanti per colpire gli atti efferati contro le donne ed invece parla vagamente di definire nuovi reati?

Perché mancanza di coerenza con il sostrato legislativo viene perpetuata, di bocca, in bocca?

Che costa operare quel minimo di attenzione nelle definizioni? È relativo alle singole persone implicate, o la cosa intreccia in qualche modo che mi sfugge problematiche ancora irrisolte relative all'identità di genere?

Lo chiedo apertamente e senza preconcetti a lei, che negli ultimi tempi ho scoperto fine pensatrice molto cauta ed equilibrata nei giudizi.

enrica 05/11/2013 01:03

grazie per la fiducia, caro zingus, ma è la prima volta nella mia lunga vita che mi si abbina l'aggettivo 'cauta'!!! quanto a 'equilibrata' lo accetto volentieri, è una mia vecchia utopia fondare il P.B.S. cioè il Partito del Buon Senso. Rispetto allo specifico, credo comunque che prima che dal genere, noi siamo definiti dalla nostra individualità, e fa tristezza vedere la pochezza sulle nostre teste.. Sono perfettamente d'accordo con l'analisi sull'ennesimo neologismo, moda che rischia di velare la sostanza: trattasi di omicidio. Quanto all'attenzione alle definizioni... in ogni genere, su ogni tema, c'è da disperarsi! Ne ho parlato e scritto più volte, ma sembra non interessi a nessuno..grazie per la partecipazione zingus!