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un punto di vista sul perdono

26 Marzo 2013 , Scritto da enrica bonaccorti

Come tanti, forse quasi tutti, sono felicissima che il cardinale Bergoglio sia stato eletto Papa. Anche se non guardo al cielo, quando guardo Papa Francesco mi sale un sorriso sincero e mi scende dolcezza nel cuore. Ha subito invocato l’incontro con chi segue altre fedi, e si è anche rivolto a chi non ne ha nessuna. Si sente l’etica, non il dogma, e l’etica è condivisibile da tutti, mi auguro. C’è solo una cosa che mi ha lasciato perplessa, peraltro più di una volta sottolineata in questi pochi giorni: il perdono. Con parole chiare e semplici, com’è sua meravigliosa abitudine, Francesco ha detto e ribadito che Dio perdona sempre, non si stanca mai di perdonare, caso mai siamo noi che ci stanchiamo di chiederglielo. Dunque Dio perdona tutto e tutti, basta chiedere. Mi spiace, ma a me sono venuti subito in mente i crocefissi e le Bibbie che si trovano sempre nei rifugi dei mafiosi latitanti, Riina docet. Allora, quando si scioglie un bambino nell’acido e poi si chiede perdono, l’assoluzione è automatica? Per carità, per chi crede, nella sua infinita bontà Dio può tutto, ma io ho sentito il brivido dell’immunità, quello che porta all’impunità.. il timore che le parole insistite del Papa potessero essere prese come un viatico assoluto, il messaggio di un automatico perdono che paradossalmente potrebbe spingere a peccare, tanto poi basta chiedere perdono. Come se dietro le grate del confessionale ci fosse sempre e comunque un salvacondotto che ci aspetta e che ci spetta. Lo stesso discorso, fatto in famiglia, non so se migliorerebbe il comportamento  dei nostri figli. Meraviglioso il concetto del perdono, ma assicurarlo comunque, più che un deterrente, non potrebbe essere un ‘invogliante’?

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Vale 03/30/2013 01:51

Francesco mi è piaciuto subito a pelle anche se ne avevo sentito solo la voce per radio; piaciuto perché nella sua voce c'era un uomo e non il crisma che andava a rappresentare.
Cresciuta in famiglia cattolica con il tempo ho allargato la prospettiva della religione e se dico dio dico io non per essere blasfema ma perché siamo stati creati a sua immagine e somiglianza per cui Dio è in noi e in noi c'è la consapevolezza del bene e del male.
Ci si stanca a fare qualcosa quando non si ha soddisfazione nel farlo e se poi c'è da chiedere quando questo verbo è diventato un lusso per chi lo riceve...il suo non credo sia stato un nulla osta per tutto, ma per far riflettere che per aver un perdono, bisogna avere anche l'umiltà e il giusto esame di coscienza per farlo

Manlio 03/28/2013 11:23

Non sono un credente, ma il perdono a cui si riferisce il papa non è certo una passeggiata o una assoluzione dai peccati come quelle che vendeva la chiesa in altri secoli..

Nella visione Cristiana il perdono è sempre possibile, ma implica il pentimento sincero, il cambiamento della persona ed un percorso morale pesantissimo..

Il mafioso con la croce dentro il rifugio, chiedendo perdono, dovrebbe consegnarsi alle autorità, affrontare i genitori di quel bimbo, scontare le sue pene con lo stato e nel frattempo spendersi per gli altri..

Se quel mafioso si pentisse seriamente in punto di morte?

Qui credo che entri la visione della chiesa di un mondo immortale, dove le vicende umane servono solo a preparare al 'dopo', e quindi il bambino ha il suo posto in paradiso, ed il mafioso pure?

Alla fine il perdono lo concede un Dio onnisciente, se questo Dio crede nel pentimento allora il pentimento è reale..

Credo che le parole del papa vadano interpretate in questo senso..

Ripeto, non sono un Cristiano, probabilmente un vero credente potrebbe rispondere meglio di me a questa sua riflessione..

Un saluto..
Manlio

Manlio 03/29/2013 15:32

Lo sembrano anche a me delle forzature, ma io non sono un credente..

E' proprio una visione diversa della vita.. se io perdo un mio caro mi dispero e basta, loro invece vivono la cosa come una dolorosissima separazione, ma temporanea..

Conosco persone che credono davvero, nel più profondo del cuore, e non sono addolorate come potrei esserlo io, proprio perché sono sicure di rivedere i loro cari in un altro mondo..

In questa ottica tutto è diverso, anche il concetto del perdono di Dio..

In fondo, anche in questa famosa invettiva contro la mafia (metto il link sotto), Giovanni Paolo II, chiedendo la conversione e facendo balenare la minaccia del giudizio divino, di fatto dice che con la conversione ed il pentimento la strada non è chiusa..

http://youtu.be/d-KLtVtkUaA

Auguri di buona Pasqua a tutti!
Manlio

Enrica 03/29/2013 00:21

A me sembrano sempre un po' farraginose le spiegazioni che dà "il cielo" alla terra, sempre ampiamente interpretabili, troppo ampiamente.. ma forse è un problema di fede. Grazie per la sua analisi e... Buona Pasqua!

Alessandro 03/26/2013 22:46

Secondo me sarebbe opportuno (a proposito dell'importanza delle parole) non usare il termine "perdono", specialmente se il beneficiario si è macchiato di colpe infami come quelle contro i bambini o altre creature che non hanno possibilità di difesa. Suggerirei la parola "condono". Puoi pagare l'ammenda, ma l'obbrobrio rimane.

Annamaria 03/26/2013 22:20

parole sagge Sara!! Concordo sia con te che con Enrica....fondamentalmente la gente non cambia....

Sara 03/26/2013 12:17

Saggia riflessione. A pensarci bene non concederei mai una seconda opportunità a chi uccide bambini (ad esempio), poi mi metto a pensare che magari sono cambiati davvero, che ci soffrono e che i sensi di colpa li divoreranno. Magari è anche vero, ma per me mafiosi, stupratori, assassini possono continuare a marcire in galera. Proprio non lo tollero. Specie in questi giorni, pare che persino l'assassino del piccolo Tommaso possa uscire per lavorare...