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I modi e i fatti

15 Marzo 2013 , Scritto da enrica bonaccorti

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Quando ho scritto Il Capo e il Popolo, circa 11 mesi fa, m’interrogavo non sul movimento 5 stelle, che ancora non avevo approfondito, ma su di noi, come popolo, come propensione collettiva ad affidarsi appunto al Capopopolo di turno che meglio sappia esprimere la rabbia che attraversa il Paese nei momenti difficili. E questo è un momento molto difficile. Ma forse è  inevitabile, iscritto nel genoma dell’umanità, chi non vorrebbe l’Uomo del Destino che cambi il nostro, che soddisfi le nostre sacrosante rivendicazioni, che urli per noi? Ma io ho un problema di fiducia, in senso lato verso il ‘verticismo’ – non so se esista il termine ma s’intende credo – e in senso stretto – ora che il M5S si è rappresentato, nei modi. Con il loro programma sono in gran parte d’accordo, dall’indennità parlamentare all’ordine dei giornalisti e tanto altro, e mi pare semplicemente logico che se uno delinque debba essere trattato ai termini di legge qualunque ruolo ricopra. Sull’euro non ho le competenze per intervenire, ma ho una visione federale dell’Europa, dunque una moneta unica mi sembrerebbe conseguenza naturale, così come dovrebbero essere livellati gli emolumenti di tutti i  parlamentari europei e non solo. Sarà utopia, ma mi piacerebbe sentirmi parte di un Grande Paese, percepire intorno quel senso di appartenenza al nostro continente così come gli americani sono fieri del loro. Ognuno con la radice nel proprio vicolo, ma tesi a far crescere una grande quercia comune, che ci dia ombra, nutrimento, e ci individui. Ho divagato, torno ai modi e ai fatti.. Ecco, i modi non mi piacciono. Con fatica passo sopra alle urla in piazza, in periodo elettorale passi, appunto, ma non ora, sulla soglia di un governo. Nei fatti, perché non avverto voglia di risoluzione quanto di dissoluzione, per poi ricostruire certo, ma chi gestisce l’interim? Negli atteggiamenti, perché vorrei ascoltare più parole libere e meno arroccamenti e frasi fatte, anzi rifatte. Uno vale uno o Uno vale? E mi piacerebbe anche vedere sorrisi aperti e non supponenti, quella soddisfazione con il tiè sottinteso. Peccato, perché avrei tanta voglia anch’io di ritrovare l’entusiasmo.

 

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Federico 03/17/2013 19:11

Ho letto con piacere questo post. E ho letto con piacere che abbiamo usato entrambi la stessa parola per parlare di certe esperienze politiche recenti "verticismo". Ho scritto un post sul mio blog il 10 marzo e sulla mia pagina FB - http://www.facebook.com/editnote.php?draft&note_id=10152635071520203&id=1083521797 - e mi interrogavo proprio sul verticismo di un partito che nasce come movimento orizzontale. Abbiamo avuto una stessa intuizione, la cosa dovrebbe farci riflettere.