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SCUSACI OLGA - Delitto d’onore nel 2019

3 Marzo 2019 , Scritto da enrica bonaccorti

“Ho perso la testa perché lei non voleva più stare con me. Le ho detto che lei doveva essere mia e di nessun altro. L’ho stretta al collo e l’ho strangolata”. Finalmente una confessione chiara e circostanziata, finalmente una giusta sentenza: ergastolo. Ma era solo il 1’ grado, poi riduzione a 30 anni per il rito abbreviato, per poi passare a 24, che diventano 16, ridotti di un terzo sempre per il rito. Un ergastolo (in teoria) di 16 anni (in pratica)? Dopo ‘l’obbligo flessibile’ possiamo aspettarci anche questo. Ma oltre agli sconti di pena, che a mio parere non dovrebbero essere applicabili agli omicidi, sono le motivazioni a far tremare i polsi. In primo grado la gravità del delitto era stata valutata anche in relazione ai “futili e abietti motivi’ e sanzionata con l’ergastolo, ma ora la Corte d’Appello ha sentenziato che bisogna tener conto della “soverchiante tempesta emotiva e passionale”  dell’assassino, delle sue “poco felici esperienze di vita”, del suo “teatrale tentativo di togliersi la vita” e della sua confessione. Secondo il tribunale queste condizioni sono“idonee a influire sulle misure di responsabilità penali”. Dunque un uomo con un passato poco felice, con un temperamento nervoso e geloso, che dopo l’omicidio beve vino e farmaci dichiarando che voleva togliersi la vita, può impunemente uccidere una donna, che fra l’altro conosceva da appena un mese, e confessarlo senza paura sicuro che troverà comprensione, e soprattutto riduzione per la  sua pena. Ma il delitto d’onore non era stato abolito nel 1981? Era già abnorme che fosse rimasto nel nostro codice fino a quella data, ma oggi, nel 2019, è stato nuovamente, sottilmente, scientemente applicato in un tribunale di Bologna. Le mie ultime parole sono per la vittima, Olga Matei, 46 anni, strangolata a mani nude da un uomo di 57 anni che frequentava da poche settimane e che non voleva frequentare più. Questa la sua colpa, questo sembra essere il vero delitto, ma per lei nessuno sconto, nessuna riduzione, se non quella, definitiva, della sua esistenza. Addio Olga, scusaci.

 

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