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TUTTI - MA PROPRIO TUTTI - IN COLLEGIO‼️

9 Gennaio 2017 , Scritto da enrica bonaccorti

Sul programma di Raidue 'Il Collegio' avevo molte aspettative, in parte confermate: mostrare codici di comportamento completamente assenti nel percorso scolastico attuale è sicuramente utile e meritorio, e interessantissimo è il confronto con i filmati d'epoca delle Teche. A partire dall'idea, molti sono gli aspetti positivi del programma, ma ci sono alcuni punti (fra cui uno esclamativo!..) che vorrei sottolineare: il distacco dalla realtà contemporanea è così profondo che a mio avviso non era necessario tipicizzare fino alla caricatura i due 'Sorveglianti', pronti per entrare nel cast di una riedizione di "Gian Burrasca", o costringere i ragazzi a scrivere con inchiostro e pennino. Piuttosto mi sarebbe piaciuto che i dettami di disciplina fossero ricondotti in un solco di normalità, non come fossero terribili punizioni da imporre con fare arcigno. Alzarsi in piedi all'entrata di un Professore, avere una grafia leggibile e ordinata, non portare in classe telefonini o altri strumenti tecnologici, avere un aspetto pulito, dovrebbero essere proposte come indicazioni di normale educazione, non come regole esagerate. Poi mi chiedo: se l'obiettivo da raggiungere è il diploma di licenzia media che normalmente si consegue a 13 anni, come mai l'età degli studenti va dai 14 ai 17 anni? Al contrario delle prove sulle materie di studio, che sembrano provenire da un abbecedario per alunni fino ai 10 anni. Eppure il tristissimo merito di questo programma è anche quello di documentare il tragico livello di ignoranza dei nostri adolescenti, il cui aspetto ancora più drammatico é il loro ignorare la vergogna di dimostrarlo. La 'cartina muta dell'Italia' la ricordo su una parete delle elementari, ma qui ragazzi di 17 anni non sanno dove sono le Marche, le tabelline in terza media non erano certo una conoscenza da verificare, così com'era automatico riconoscere il volto di Cavour o Mazzini. Per gli adolescenti di oggi sembrano quesiti di quantistica. Chissà se sapranno imparare una poesia a memoria, loro che sanno perfettamente ripetere migliaia di versi di Fedez. Così come conoscono marchi di vestiti e scarpe, nomi di negozi, trucchi, applicazioni varie... un'attenzione esasperata all'immagine, e una grande indifferenza, se non addirittura un'irrisione, ai contenuti pesanti e pensanti. Come faranno fra pochi anni a far andare avanti il mondo? Ma c'è un punto che purtroppo merita l'esclamativo della - non bella -  sorpresa: l'ignoranza ha contagiato un professore! "Io vorrei che lei rifletta" così si è severamente rivolto il professore a un'alunna trattenuta in classe per una ramanzina. Il Professore era il professore d'italiano. 

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